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tel. 06.9013731
fax 06.9031500
mail
Altitudine:
125 slm
Abitanti:
6.486
Cap
00060
Distanza da Roma:
25 km circa
Superficie totale
2.535 ha
Superficie nel Parco
134 ha
Area del Parco
interessata
0,9%
Area del Comune
interessata
5,3%
Carabinieri:
tel. 06.9031005
Polizia Municipale:
06.9031229
Pro-loco
via Giovanni XXIII , snc
tel 06 9031060
e-mail:
info@prolocoriano.it
sito:
www.prolocoriano.it
Università Agraria
Via Regina Margherita, 26
tel/fax 06 9031037
e-mail:
info@agrariariano.it
sito:
www.agrariariano.it
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Raianum era borgo di
origine romana e ruderi di questo periodo sono sparsi in
tutto il territorio.
Appartenne agli antenati degli Orsini, poi al Monastero di
San Paolo, nel corso del XIII secolo. Rimase ai monaci di
San Paolo, con alterne vicende, fino alla metà del '500,
epoca in cui cominciò a passare di mano in mano alle più
importanti famiglie della nobiltà romana, dai Cesi, ai
Ruspoli, ai Boncompagni.
Nel Medioevo era la porta d'ingresso al territorio "Collinense",
un'area che andava dalla riva destra del Tevere, tra S.
Marta, Torrita Tiberina e Campagnano, fino al Monte
Soratte. Si trattava di un territorio collinoso che
apparteneva quasi totalmente al monastero di San Paolo
fuori le mura a Roma. La strada più importante all'interno
di questo territorio era la via Campana Vetus, che univa
la via Flaminia con la via Tiberina.
Il Borgo antico è dominato dal Castello
Boncompagni-Ludovisi, prima dei Cesi e dei Ruspoli, ora
sede del Comune, con affreschi della scuola degli Zuccari.
Di fronte sorge la chiesa della SS. Concezione: la
costruzione visibile è del '700, ma la facciata mostra un
portale quattrocentesco. Degna di visita infine la chiesa
di S. Giorgio, presso il cimitero, con affreschi di XIV e
XV secolo.
Presso Riano, tra Sette Monti e monte Palombo, sorgeva il
castello di Vaccareccia. Le memorie di questo castello
sono contenute in numerosi atti del monastero di San
Paolo, fin dal secolo XI: corrisponde al fondo Baccaricia
e se ne vedono ancora i resti.
Presso Riano sorgeva
pure il Mons Falcus, un fondo con una torre ed un
caseggiato, venduto al monastero di San Paolo nel 1250,
corrispondente all'attuale fondo Grotte Paradisi.
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