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tel. 06.9048005
fax 06.90479770
sito internet
mail
Altitudine:
270 msl
Abitanti:
1450
Cap
00060
Distanza da Roma:
40 km circa
Superficie totale
2.114 ha
Superficie nel Parco
466 ha
Area del Parco
interessata
3,1%
Area del Comune
interessata
22,0%
Carabinieri:
tel. 06 9041006 (stazione di Campagnano di
Roma)
Polizia Municipale:
tel. 06 9048005
Pro-loco
Via Romana, 1
tel. 06 9048259 - fax 06 90479770
e-mail info
e-mail presidenza
sito internet:
www.prolocomagliano.it |
Il paese è situato su un rilievo posto a controllo del fosso delle Valli e della valle Nocchia.
I primi riferimenti a Magliano Pecorareccio risalgono a documenti dell'XI sec., dove sono menzionati una massa Maiana ed un fundus Maiani (forse eredi di un fundus Manlianus di età romana) di proprietà del Monastero di S. Paolo fuori le mura.
Il castello sorse più tardi ed appartenne con alterne vicende (dal XIII al XV sec.) ai Conti di Anguillara ed agli Orsini. Nel 1241 subì le distruzioni dei viterbesi nella guerra contro i romani; nel XVI sec. fu teatro di un noto fatto di sangue: vi furono condotti e trucidati i presunti complici di Girolama Farnese, moglie di Giuliano d'Anguillara, che fu a sua volta uccisa nel castello di Stabia a Faleria. Successivamente il borgo divenne proprietà prima della famiglia dei Cesi (1590), poi dei Borromeo (1659), quindi fu venduto al Cardinale Flavio Chigi (1661), ed infine (1862) passò agli Arnaldi che ancora oggi ne sono i proprietari. Nel 1907 il nome del paese fu modificato con Regio decreto in Magliano Romano.
Organizzato su due assi viari principali lungo i quali sono allineate le abitazioni, chiusi a nord dalla chiesa di S. Giovanni Battista ed a Sud dal castello.
Monumenti di rilievo:
Castello
Di origine medievale il fortilizio ha subito una massiccia trasformazione nel tardo cinquecento, secondo uno stile vicino alle opere del Vignola. Notevoli il portale bugnato d'ingresso, lo scalone monumentale interno, i camini del piano nobile.
Chiesa di S. Giovanni Battista
Di origine medievale (XIV sec.) la chiesa ha avuto diversi rifacimenti. La facciata è del 1932, mentre al XVI sec. risalgono gli affreschi conservati nelle tre absidi interne, attribuiti ai fratelli Zuccari. La chiesa conserva anche gli affreschi (distaccati nel 1939) provenienti dalla Grotta dell'Angelo situata poco fuori dell'abitato, che raffigurano Cristo tra gli Angeli ed alcune scene dell'infanzia del Cristo.
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