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La villa, circondata da un parco di 9
ettari circa, sorge sulla collina che domina la valle del
fosso di Acquatraversa ed è costeggiata dalla via Cassia e
da via Cassia Vecchia: vi si accede dal civico n° 473 di
via Cassia.
La costruzione appare come un tipico esempio di villa
suburbana di stampo accademico: c’è un portico, una
altana, una sobria decorazione di stile barocco con le
finestre in peperino su muri intonacati: all’interno di
questo schema il Brasini non rinuncia a sorprendere ed
inventare. Al suo interno la villa era riccamente
decorata: essa presentava stucchi e pitture a tempera
firmate da Lionello Grazi, poi marmi, ceramiche e ricchi
pavimenti di legno.
La villa è circondata da un parco di circa 20 ettari che
presenta un boschetto di pini romani ad ombrello e di
cipressi, che in planimetria hanno l’aspetto di un cuore
con la punta rivolta verso sud. Sul lato occidentale della
villa era stata ricavata la serra davanti ad una
collinetta che presenta alla sua base l’entrata di una
galleria dal cui interno si diramano tutta una serie di
ulteriori cunicoli: si dice che proseguisse fino
all’antica città di Veio.
Negli anni ‘30 la famiglia Manzoni commissionò all’arch.
Clemente Busiri Vici un progetto di sistemazione del
giardino della villa: il progetto non fu mai realizzato a
causa della guerra ed è conservato, tuttora inedito,
nell’archivio dei Busiri Vici.
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