Archeologia
 | La città di Veio | Gli altri siti archeologici |

 | Chiudi la scheda |

SANTUARIO DELLA MADONNA DEL SORBO

 
   

Dalla valle del Sorbo, solcata in tutta la sua lunghezza dal corso del torrente Crèmera, si presenta in tutta la sua coreografica spettacolarità il complesso di edifici costituenti il Santuario della Madonna del Sorbo: è arroccato su di uno sperone roccioso, a quota m 222 sul livello del mare.


Il santuario del Sorbo è costituito, oltre che dalla chiesa, da alcuni edifici databili al XVII-XVIII secolo circa, disposti su diversi livelli: vi si accede attraverso una scalinata raggiungendo una piazzetta posta al secondo livello, e attraverso una stradina che sale fino ad una seconda piazzetta posta al terzo livello, il punto più alto del complesso dove è stata edificata la chiesa. Il completo abbandono in cui è caduto il vecchio convento dei frati del Carmelo ha provocato la totale rovina del complesso che ora appare ruderizzato: solo la chiesa, restaurata, resta guardiana del luogo.


Ciò che resta dell’intero complesso mostra tracce di trasformazioni dell’impianto architettonico originale avvenute nel tempo.


La chiesa prospetta sulla piazzetta più elevata: il portale, evidenziato da una semplice cornice di peperino, presenta scolpita sull’architrave una data "A. D. 1487". L’interno ampio, poco profondo e simmetrico, ha tre navate con dieci colonne esagonali sulle quali si impostano archi a tutto sesto, costruite con blocchi di tufo. Il pavimento è formato da lastre di pietra: il soffitto della navata centrale è ligneo a capriate, mentre i soffitti delle altre due navate sono coperti con volte a crociera. Sul fondo della navata centrale si apre un abside con altare centrale: il catino è completamente affrescato. Ma l’opera di maggior rilievo è una pittura in tela incollata su tavola, datata all’ XI secolo: per la tecnica di elementare semplicità, per i colori vivaci e per le vesti e il trono gemmati si può dire che si tratta di vera e propria arte bizantina.


 

Le informazioni tratte dal sito sono liberamente citabili, purché ad esse segua la dicitura:

«Fonte: sito web ufficiale del Parco Regionale di Veio - http://www.parcodiveio.it»