|
Le indicazioni topografiche fornite da
Plinio localizzavano la villa presso l’odierna borgata di
Prima Porta, ma soltanto nella prima metà dell’800 G. A.
Guattani e poi A. Nibby ne precisarono il sito sulla
collina al bivio tra la Flaminia e la Tiberina.
Le strutture superstiti della villa rinvenute consistevano
in alcuni ambienti sotterranei di cui uno conservava
intatte le pareti affrescate con pitture di giardino.
Soltanto la sala delle pitture rimase visibile, ma nel
1951 le condizioni degli affreschi erano talmente precarie
da consigliarne il distacco ed il trasferimento al Museo
Nazionale Romano.
La villa si articolava in due distinti
settori: l’uno a sud-ovest, con i quartieri residenziali
ed un vasto complesso termale, l’altro a nord-est, con
un’area quadrangolare forse destinata a giardino.
L’accesso alla villa avveniva tramite un diverticolo con
andamento rettilineo che si distaccava dalla Flaminia a
circa 300 metri.
|