Archeologia
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TEMPIO DI PORTONACCIO

 
   

 

Al santuario di Portonaccio si giunge da Isola Farnese attraverso una "tagliata", forse antica, perpendicolare ad una grande strada etrusca che da Portonaccio andava verso Ovest, in direzione della foce tiberina. Questa strada è ancora ben visibile sulla sinistra del moderno cimitero di Isola Farnese; in età romana, pavimentata a poligoni di selce e bordata da sepolcri tardo-repubblicani a dado (scavati al principio del secolo), si pensa che scavalcasse il Fosso della Mola all'altezza della porta urbana, per costeggiare lo sperone posto sopra il santuario di Portonaccio.

 

I resti sono qui ancora visibili. L'ingresso degli scavi è posto presso l'arco che ha dato nome alla località, Portonaccio, appena superata la Cascata della Mola. Qui, lungo la strada romana (più avanti smontata dagli scavatori per raggiungere i livelli etruschi), si entra nell'area del santuario extraurbano, detto dell'Apollo dalla celebre scultura acroteriale, santuario che, secondo le iscrizioni, era in realtà dedicato a Menerva (Minerva).


 

Le informazioni tratte dal sito sono liberamente citabili, purché ad esse segua la dicitura:

«Fonte: sito web ufficiale del Parco Regionale di Veio - http://www.parcodiveio.it»