IL “MUSEO LINEARE”. UN PROGETTO PER IL RILANCIO DEL TURISMO NEL PARCO DI VEIO.
Castelnuovo, Morlupo e Riano i comuni interessati. Si potrà andare in bici nel parco partendo dalle stazioni ferroviarie.Di un milione e 800 mila euro il finanziamento disponibile.
La comunità del Parco ha espresso parere favorevole sul Masterplan “Eco-museo lungo la via Flaminia a Veio”, un progetto di valorizzazione delle risorse storiche e ambientali e di rilancio del turismo. Si conclude così con questo atto l’iter di approvazione di un intervento, che fa parte del Por (Piano operativo regionale) che ha per oggetto la porzione nord orientale del Parco di Veio, rimasta esclusa dal progetto di programmazione integrata “Terre di Veio” e quindi non ancora oggetto di un’attività strategica di valorizzazione.
L’area in questione si estende nei Comuni di Castelnuovo di Porto, Morlupo e Riano ed è caratterizzata da cinque “valori” fondamentali che costituiranno l’ossatura portante dell’intero progetto: il bacino imbrifero del torrente Torraccia, la via Flaminia, la ferrovia Roma Nord, i borghi medievali dei tre centri coinvolti, i terreni pubblici comunali e gli usi civici che si estendono per buona parte di questo territorio
<Questo progetto – spiega il presidente del Parco Fernando Petrivelli - si propone, partendo da un’analisi approfondita dei valori presenti sul territorio, di promuovere la formazione di una propria identità territoriale tramite la realizzazione di interventi coerenti con i valori identificati e quindi di individuare una strategia di sviluppo del territorio del Parco escluso dal piano “Terre di Veio”. Una strategia che possa garantire un’offerta turistica di qualità, incentivando il sistema di fruizione attraverso l’avviamento di una serie di servizi ecocompatibili che possano da una parte tendere alla tutela e alla conservazione del territorio e dall’altra alla valorizzazione delle risorse storiche, archeologiche e ambientali>.
L’obiettivo operativo primario, da perseguire entro un periodo che va da 1 a 3 anni, è quello della realizzazione di circuiti e sistemi di fruizione del patrimonio di risorse e del relativo piano di promozione e marketing territoriale. Nei tre comuni interessati, caratterizzati da una sostanziale stagnazione economica particolarmente accentuata negli ultimi anni il settore turistico rappresenta un’opportunità non ancora adeguatamente sfruttata: i flussi turistici registrati negli esercizi ricettivi dei tre centri sono oggi modesti, occasionali e soprattutto ancora “slegati” dalla presenza delle aree naturali circostanti.
L’obiettivo che il Parco si propone è proprio quello di creare un’offerta turistica completa e un’immagine suggestiva ed evocativa che enfatizzi le caratteristiche peculiari del territorio al fine di farne emergere la carica attrattiva.
Gli aspetti distintivi del territorio in questione sono i reperti storici, quelli archeologici, i borghi, le opere di ingegneria etrusca lungo le vie d’acqua e i paesaggi naturali. <Gli interventi – spiega il direttore del Parco Salvatore Codispoti – che tra fondi Pr e fondi della Regione Lazio prevedono un investimento complessivo di un milione e 800 mila euro, in qualche modo anticipano i progetti che saranno riproposti con il piano di assetto. Nella programmazione abbiamo scelto il metodo della “concentrazione”, individuando una serie di progetti preminenti e realizzabili in un arco di tempo di 3 anni al massimo, proprio per costruire da subito una rete efficiente di azioni tese il rilancio dell’area del Parco>.
Nel piano è previsto il recupero di antiche vie di pellegrinaggio, come quella che conduceva all’eremo di Sant’Antonino, di beni archeologici, la valorizzazione di sorgenti e il recupero di fontanili. Verrà creata una rete di sentieri che utilizzi la via Flaminia e le stazioni della ferrovia Roma Nord come accesso al Parco. Sempre nelle stazioni saranno realizzati punti informativi e un servizio di noleggio di biciclette che permetteranno ai visitatori giunti con il treno di muoversi sulle due ruote lungo i percorsi previsti.
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